Allevamento bufalino, Oliviero riunisce i sindaci dell’area per la tutela del settore

Vincenzo Buffardi

maggio 12, 2021

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(Anna Smimmo) – Riceviamo e pubblichiamo.

Il presidente del consiglio regionale, Gennaro Oliviero, ha tenuto questa mattina un tavolo di discussione per la salvaguardia e la tutela del comparto bufalino. Erano presenti i sindaci e i rappresentanti dei comuni di: Casal di Principe, Casapesenna, Falciano del Massico, Pastorano, Vitulazio, Aversa, Grazzanise, San Marcellino, Santa Maria la Fossa, Raviscanina. Presente anche la provincia di Caserta e l’Anci Campania. La seduta, dopo i saluti del Presidente Oliviero, è stata aperta dal sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, che ha fortemente voluto l’incontro istituzionale. Quest’ultimo ha evidenziato la necessita di fare rete tra i sindaci interessati al problema con il consiglio regionale: “ho chiesto questo incontro perché ritengo sia impensabile che per evitare il profilarsi della brucellosi ci sia l’unica soluzione, quella dell’abbattimento dei capi. Soprattutto perché spesso queste decisioni sono discutibili”. Natale ha anche espresso l’indignazione verso un dirigente di un ente preposto ai controlli che ha spesso richiamato i sindaci violando le loro prerogative: “spesso veniamo associati alla criminalità e all’illegalità ma apparteniamo ad un territorio con immense potenzialità”. Gli interventi dei sindaci a seguire si sono richiamati ai concetti espressi dal sindaco Natale. Infatti, tutti hanno chiesto di intervenire su dati scientifici che non attestano l’incidenza della brucellosi nella produzione di mozzarella, inoltre hanno evidenziato l’importanza di fare una opera di prevenzione con le vaccinazioni. Un altro tema affrontato è stato proprio quello delle vaccinazioni che vengono considerate dannose per la produzione del latte, senza che ci sia un dato scientifico che lo attesti. A concludere l’incontro è stato il presidente del consiglio regionale, Gennaro Oliviero, che ha chiarito: “è necessario partire per fare un nuovo piano di radicazione con uno strumento tecnico riconosciuto che è l’istituto di riferimento nazionale della brucellosi. Non dobbiamo dimenticare che c’è una legge dello Stato che riconosce la bufala mediterranea animale da proteggere perché specie autoctona. Il nostro dovere è quello di rappresentare quanto questo piano sia stato un fallimento finanziario e socioeconomico per la regione Campania. Appena riceverò i dati formali capiremo come in questi tre anni si è quintuplicata la spesa e allo stesso tempo si è anche quintuplicata la malattia. Su questa vicenda è mio dovere aprire un giudizio di responsabilità”

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