BAIA FELICE/CELLOLE- Il valore del “drago” di Punta San Limato. L’Archeoclub D’Italia tra miti e realtà.

Raffaele Carlino

luglio 5, 2019

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CELLOLE- (Anna Smimmo) – Tra le numerose testimonianze che la redazione di campaniafelix.tv può trascrivere a riguardo di un territorio che merita di essere valorizzato, in tutte le sue forme, l’ArcheoClub D’Italia ci racconta sulle memorie e sulle bellezze che risiedono in tale posto, quello Domitio, e che purtroppo nemmeno altrettanto valorizzate, anche se negli ultimi mesi tante sono state le riscoperte di nuovi ritrovamenti di scavi archeologici. Eppure il territorio domizio merita una visita, foss’anche solo per il valore che quest’antica città della Magna Grecia ha avuto nel passato della regione.

– LA MAGNA GRECIA: UN ACCENNO RACCONTATO DALL’ARCHEOCLUB D’ITALIA

La “Magna Grecia”, si sa, è la Terra dei miti, dei culti, dei templi. Secondo l’archeologo Francesco Cuteri, l’aggettivo “Magna” non deve essere inteso con valore comparativo rispetto alla madre patria Grecia, che era oggettivamente più piccola, ma avrebbe un significato più profondo, strettamente religioso. Ci si troverebbe, quindi, di fronte ad una Magna Grecia “Sacra”, particolarmente legata alle divinità ctonie (sotterranee) ed ai culti “smisterici”. Ed è proprio da questa Magna Grecia, così ricca di fascino e mistero, derivano i “Draghi di Kaulon”: si è creduto che tali straordinari “mosaici”, fossero presenti solo in Calabria e precisamente presso le vestigia dell’antica Kaulon (nei pressi dell’attuale Monasterace, in provincia di Reggio Calabria) ove, per prima, venne restituito all’Umanità uno straordinario gioiello dell’arte greca. Lo si è creduto al punto di identificare i mosaici con il nome dell’antica città.

Ma sappiamo che la Roma imperiale venne a contatto con la cultura greca, prima con la conquista della  Magna Grecia e poi con la Grecia patria. Ne venne a contatto tanto da esserne conquistata ed ammaliata, amando tutto ciò che fosse di origini greche: la cultura, la filosofia, l’arte, la scultura, impreziosendo le proprie dimore con tante opere d’arte o chiamando artisti greci.  Ed un magnifico esemplare di “mosaico”, raffinato e di straordinaria bellezza, al punto da sembrare un tappeto, fatto da decine di tasselli, è quello del  “Drago” comparso, per caso, presso “Punta San Limato” in Baia Felice, nel Comune di Cellole. Certo, non ha avuto la fortuna di diventare famoso come i Draghi di Kaulon ma è di pari bellezza. Ora sappiamo che la raffigurazione del “Drago”  ha un valore apotropaico, perché scaccia il male. Trovato in un ambiente termale ma anche nelle dimore di lusso dei patrizi romani, le terme non nascevano solo come un posto di benessere quanto piuttosto rappresentavano un un punto di incontro tra artisti, patrizi, generali, senatori e filosofi, per discutere e confrontarsi. E’ molto probabile, quindi (ed il Nostro Don Cosma confermerà sicuramente) che tale grandiosa villa di mare fosse la Villa di Tigellino: il luogo dove lo stesso venne raggiunto dall’ordine di Nerone di togliersi la vita). Non sarebbe improbabile tale aneddoto anche perché era lungo la Regina Viarum, nei pressi della Colonia di Sinuessa e, inoltre, la Campania era la meta preferita dai patrizi romani, paragonandola alla California di oggi.

– Cosa potrebbe accadere allora se, finalmente, si desse inizio ad una “Campagna di scavi”, seria e meticolosa. Le erbacce ed i rovi che fino ad oggi hanno protetto tale Sito, cosa nascondono? E se fosse davvero la Villa del Prefetto di Roma? Non sarebbe, forse, una scoperta storica ed archeologica di valore mondiale?

“L’ArcheoClub d’Italia, Sezione di Cellole- afferma l’avv. Angelo D’Onofrio- ha dato priorità a tale sito e saremo pronti a dare informazioni utili su quanto faremo e su quanto potrebbe essere fatto. Sappiamo che Baia Domizia è, ancora, il  luogo di soggiorno per le personalità importanti ed averle al nostro fianco sarebbe un piacere ed un onore. E’ un territorio ricco di Storia, di miti, di sacro ed è molto di più di quanto si dica. In questo Progetto, l’ArcheoClub ha al suo fianco la Prof.ssa Jolanda Capriglione, Accademica della Federico II ed a Don Cosma Capomaccio, a cui porgo un ringraziamento particolare e devoto, così come và detto che l’Amministrazione capeggiata dalla sindaca Cristina Compasso ha subito sposato l’idea”.

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