CASSINO- ALL’AULA PACIS IN SCENA LO SPETTACOLO “IL DONO”: IL BIS FORTEMENTE VOLUTO.

Raffaele Carlino

giugno 1, 2019

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CASSINO- (Anna SMIMMO)- Dopo il grande successo del 19 dicembre 2018, a grande richiesta, la Scuola Secondaria di I grado “G.Conte” di Cassino (Istituto Comprensivo 2) ha riproposto, presso l’aula Pacis di Cassino lo spettacolo coreografico “IL DONO”, facente parte del progetto curricolare di Scienze Motorie e Sportive denominato “Prima delle parole, Oltre le parole”. Tale progetto è stato riproposto per il secondo anno scolastico dal Prof. Alessandro Q. LUCCIOLA e sviluppato con il prezioso contributo della dott.ssa Mariangela SMIMMO (esperto tecnico esterno settore danza). Prezioso è stato anche, il contributo del Prof. Mauro NIRO (musiche live) e di Renato RENZI (Tecnico luci e del suono). La riproposizione dello spettacolo ha completamente incantato l’intero pubblico (composto dagli alunni di tutte le classi quarte e quinte della scuola primaria dell’I.C.2 di Cassino).
La tematica affrontata dallo spettacolo è quella relativa ai disturbi specifici dell’apprendimento: tematica alla quale
la scuola oggi, tra tante difficoltà e problemi, riserva sempre una grande attenzione.

Sono moltissime le testimonianze di attori, sportivi, registi, scrittori, scienziati, musicisti e uomini di business che si sono fatti strada trasformando la loro difficoltà di partenza in una marcia in più.
Lo spettacolo è stato suddiviso in 6 capitoli ed ha offerto diversi punti di riflessione ma soprattutto differenti chiavi di lettura e punti di vista, stimolando l’animo degli alunni partecipanti sin dai primi incontri del progetto, accrescendo la loro autostima.
Lo spettacolo è stato presentato dalla Prof.ssa Roberta SINAGOGA la quale ha introdotto magistralmente la
tematica e lo spettacolo, spiegando che: “La chiave di lettura dell’ideatore della coreografia è quella di considerarli NON come disturbi, disordini o problemi, bensì come punti di forza, COME DONI. Doni grazie ai quali i bambini possono sviluppare abilità creative straordinarie, soltanto se essi NON vengono repressi. Questa riflessione ci porta al cuore del tema dello spettacolo: ci sono bambini che più degli altri hanno problemi con alcuni linguaggi, a volte per questi bambini l’alfabeto è un vero nemico, e non è un fatto di intelligenza è solo che le lettere o i numeri gli ballano davanti e capovolgendosi vanno in tutte le direzioni. Ma non perché ci vedano di meno, in realtà è l’esatto contrario. Questi bambini ci vedono di più; vedono in 3D in tante direzioni contemporaneamente grazie alla loro grandeintelligenza. MA ci sono altri dislessici famosi? C’è ne sono di famosi e anche di non famosi! Magari alcuni di lorosono seduti accanto a voi. Sembra un semplice spettacolo, ma sotto mentite spoglie nasconde tanti altri messaggi che fanno riflettere sull’evoluzione dell’uomo, sul significato della vita sulla Terra, sull’ esistenza dell’anima e soprattutto sul valore della Conoscenza, testimone che ogni generazione dovrebbe passare a quella successiva nella corsa dell’Umanità attraverso lo spazio-tempo”. In ultimo vorrei rinnovare i saluti al prof. Lucciola perché adesso si spegneranno le luci e lui sarà un po’ la nostra “lucina”. Prendendo in prestito una locuzione latina “nomen omen; il nome, un presagio…”.
Il sipario si apre con un breve video sulla vita di Albert Einstein (tratto dalla serie “Genius”). Subito dopo, ha avuto
inizio il capitolo 1 in cui 13 alunni hanno interpretato alcuni personaggi famosi (scienziati, musicisti, sportivi, scrittori,attori, registi), vivendo e raccontando le loro difficoltà (connesse a dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia) durante il periodo scolastico.
Il 14esimo personaggio è il protagonista dello spettacolo (Federico Aricò della classe 2°E) che interpretando il ruolo di un professore di fisica, ricorda il suo passato trascinando il pubblico nel suo cassetto dei ricordi.
Nel capitolo 2, infatti, il professore si ritrova nella sua aula di scuola elementare durante una lezione di una delle
maestre più severe (Maria Vittoria Cataudella; classe 1°B). In questo istante, sulle note di “First Step” di Hans
Zimmer, il professore rivive le sue forti difficoltà di apprendimento (amplificate da uno stile di insegnamento non
adeguato, dai pregiudizi del tempo, dalla cattiveria con cui la sua maestra tendeva a svalorizzare ogni attività
creativa e parallela alla lezione). Sul palco compaiono “le difficoltà” (interpretate da Emanuele Iaquaniello e Giacomo Fella; 2°E) che interagiscono con il protagonista nelle più svariate forme. Successivamente, entrano in scena “il conforto” (interpretato da Vincenzo Tiseo; 2B) il quale aiuta il protagonista nel comprendere la lezione.
A questo punto entrano in scena i temi della “la disperazione” (in veste di Felisya Oliva, Giorgia Zinno e Ludovica
Tescione) e “della speranza” (rappresentata da Giorgia Orabona, Chiara Consales, Giada Morra, Sara De Luca) a
contendersi l’animo del protagonista sulle note di “Angels&Demons” di Hans Zimmer. La battaglia si conclude con la vittoria della creatività del protagonista che trascina il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo (sulle note di “Algorithm” dei Muse), tra indiani di America, dinosauri fino al contatto con il primo essere umano vivente
(interpretato da Luca di Mambro nel capitolo 4). Il viaggio si conclude con un contatto diretto con il mistero
dell’universo (Gaia Di Nardi; 2E), con l’origine di ogni cosa, l’intuizione, la nostra mente alla ricerca di Dio.
Lo spettacolo si conclude con l’esecuzione dal vivo del brano “Let It Be” dei Beatles eseguito dal prof. Mauro Niro
(docente di musica), Francesca Lanni (voce solista; classe 2°E), Giacomo Niro (percussioni; classe 3°C), Gianluca
Panaccione (sax; classe 3°C) e una splendida coreografia curata dalla dott.ssa Mariangela Smimmo in collaborazione
con le alunne Felisya Oliva e Giorgia Zinno.
Infine, sulle note dei Queen parte un video di ringraziamento dei partecipanti e collaboratori dello spettacolo
coreografico e in seguito le parole della Dirigente Scolastica Antonella FALSO: “Per la seconda volta lo spettacolo mi ha letteralmente incantata. Tengo a ribadire il concetto che ogni persona ha la possibilità di apprendere attraverso molteplici strade; in questo la scuola ha un ruolo chiave nell’orientare i propri allievi, nel permettergli di scoprire le proprie attitudini affinché ognuno possa scoprire il dono che è dentro di sé. Credo molto nella scuola, nei docenti e negli alunni, in chi ha passione per l’insegnamento. La ripetizione di questo spettacolo sta a significare che la nostra scuola si sta interrogando e riflette in maniera permanente sul miglioramento della propria didattica. Per cui, un grande plauso a tutto il nostro Istituto Comprensivo in quanto spettacoli coreografici come questo non sono mai stati realizzati nelle scuole. Pertanto, mi piace pensare che questo sia il chiaro segnale della ricerca-azione finalizzata al benessere e ad un migliore apprendimento di tutti i nostri alunni. Per questo ringrazio tutti i miei docenti per il lavoro che svolgono affinché ciascun alunno riesca a realizzarsi. La scuola è inclusiva quando si comprende che ogni alunno ha un personale modo di apprendere, interessi e problematiche. È inclusiva soltanto quando c’è l’amore e l’interesse per la propria professione e i propri ragazzi. Noi amiamo i ragazzi e questo spettacolo ne è la dimostrazione.”
Conclude il prof. Alessandro Lucciola ringraziando la Dirigente Scolastica, la prof.ssa Sinagoga, il prof. Niro, il tecnico di sala Renato Renzi, i docenti della propria scuola, parenti e spettatori presenti in sala invitandoli a fare proprio il significato dell’intero spettacolo, eliminando ogni forma di pregiudizio e considerando ogni apparente
“problematica” come un dono: “In realtà, la visione e l’idea dell’intero spettacolo è apparsa come una sequenza di
immagini ed emozioni durante una corsetta estiva. Tale visione era dapprima frastagliata e scomposta.
Gradualmente, il puzzle ha iniziato ad avere un significato. Ringrazio di cuore Mariangela Smimmo per avermi
supportato e sopportato al fine di mettere in pratica una semplice intuizione. Ci è voluto tanto lavoro e pazienza per spiegare, gestire e provare il lavoro con i circa 70 alunni protagonisti. Lo spettacolo ha sempre offerto tantissime interpretazioni e punti di vista. Personalmente, ogni volta che lo rivedo mi emoziono tantissimo. Essenzialmente, credo che la genialità, la creatività, si possa trovare all’interno dei piccoli gesti, nella capacità di immaginare e avere il coraggio di realizzare qualcosa di nuovo che possa emozionare e stupire se stessi e gli altri. Non pensiamo alla creatività e alla genialità come qualcosa di irraggiungibile. Prendiamo spunto da chi, attraverso le proprie difficoltà iniziali, il proprio modo di vedere il mondo e le cose (qualche volta fuori dagli schemi), ha trovato ed ha avuto il coraggio di esprimere/realizzare/condividere la propria visione, il proprio punto di vista. Non c’è niente di peggiore che restare fermi, immobili, passivi. Osate sempre”.
Infine, rivolgendosi agli alunni presenti in sala – i quali chiedevano a voce alta un bis – ha voluto rimarcare il fatto
che non bisogna mai prendere in giro un compagno che è in difficoltà, che si esprime in maniera differente rispetto
alla classe o agli altri perché ogni persona è unica al mondo, perché ognuno di noi ha differenti modi di apprendere,
di immaginare. Soltanto attraverso la fiducia, la collaborazione e la sperimentazione si può garantire anche a chi
è in difficoltà di trovare la propria strada, di sviluppare la propria creatività.

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