Multe salate per chi fa shopping sulla spiaggia

Vincenzo Buffardi

luglio 19, 2018

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Mondragone. (Alfonso Attanasio) La direttiva “spiagge sicure” per combattere l’abusivismo commerciale e turistico prevede multe salatissime a chi acquista merce o si fa tatuare in spiaggia. Ma la condotta è già punibile con sanzioni amministrative e anche penali. Facciamo chiarezza. Tra i progetti del Ministro degli Interni Matteo Salvini c’è quello di contrastare l’odiato fenomeno dell’abusivismo commerciale, che secondo le stime di Confesercenti produce un giro d’affari di svariati miliardi di euro, in barba a chi, nel rispetto delle regole, paga Iva, tasse e contributi. “La direttiva “spiagge sicure“, ricca di punti da mettere in atto, – sottolinea il Ministro Salvini- mira a colpire con una sanzione amministrativa, parecchio “salata” il consumatore finale. In realtà il consumatore non è l’unico a dover essere punito. Occorre infatti ricordare che la vendita di prodotti contraffatti è un reato, così come l’esercizio abusivo di attività commerciale, punito dal punto di vista amministrativo e penale, in un caso particolare. I venditori regolari, autorizzati dal comune ad operare in spiaggia sono facilmente identificabili dall’utenza grazie ad un cartellino di riconoscimento ed una targhetta identificativa sull’attrezzatura utilizzata. L’acquisto di qualsiasi genere di merce da un venditore abusivo è vietato e punito con sanzione amministrativa da 25 a 500 euro”. Una direttiva che, chiosa il ministro, «ha a che fare con la vita reale di qualche milione di italiani in vacanza e con quella di tanti commercianti», la cui finalità è «combattere l’abusivismo commerciale e sanitario» soprattutto nelle località di villeggiatura”. Il ministro, infine, evidenzia il ruolo fondamentale degli amministratori degli enti locali. “Ciò che viene già fatto in alcuni Comuni – afferma – vorremmo che si estendesse ad almeno 30-40-50 luoghi di villeggiatura nelle aree infestate dall’abusivismo. Confidiamo in un aumento dei sequestri e delle confische, il cittadino ha il diritto di stare sotto l’ombrellone senza che qualcuno gli proponga il peggio.

 

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